12
- Esperienze cliniche con desflurane
Migliaia
di studi clinici realizzati e decine di migliaia di pazienti studiati sono stati
considerati nellambito dello sviluppo del desflurane. E risultato che
molte delle caratteristiche del desflurane
contribuiscono alla sua applicabilità in un ampia e sicura pratica
clinica (1,2).
Uno
dei parametri più importanti degli studi clinici in anestesia è il tempo di
induzione. La bassa solubilità del desflurane nel sangue e nei tessuti e la
conseguente rapida salita di concentrazione alveolare permettono una rapida
induzione dellanestesia. (3) .
Gli
studi condotti su volontari sani
a cui venivano somministrate concentrazioni inspirate crescenti fino al 5.4% di
desflurane non registravano tosse, apnea, salivazione o altri effetti
respiratori avversi (4,5). Tali concentrazioni sono più basse di
quelle richieste per una rapida induzione dellanestesia e fu dimostrato che
concentrazioni maggiori del 6%-7% potrebbero causare tosse, apnea, laringospasmo
e salivazione (6,7).
La premedicazione con oppiacei o benzodiazepine può diminuire lincidenza dei
sintomi dovuti allirritazione delle vie aeree da induzione dellanestesia(8)
Si può ovviare a questa evenienza inducendo il paziente con altri agenti
endovenosi e procedere ad un mantenimento con
desflurane(9). In alternativa, negli adulti, lirritazione delle
vie respiratorie può venir ignorata e linduzione (one breath o
vital capacity rapid inhalation) rapidamente raggiunta con alte
concentrazioni di desflurane(10,11). Usando questa tecnica per gli
adulti, linduzione sino alla perdita di coscienza può essere ottenuta in
meno di un minuto malgrado lirritazione prodotta sulle vie aeree dal
desflurane(12).
Si
è verificato che nei bambini, linduzione con alotano seguita da mantenimento
con desflurane permette di evitare le risposte riflesse legate allirritazione
prodotta da questultimo senza compromettere la capacità del risveglio
(13) .
In
questa fase dellanestesia ottenuta con il desflurane o con un farmaco
endovenoso short-acting seguito da desflurane si possono verificare tachicardie
ed ipertensione transitorie (9,14) .Queste risposte circolatorie
possono provocare stress nei pazienti con gravi limiti circolatori (es.
portatori di aneurismi o coronaropatici). Comunque, non si sono verificati
aumenti negli outcomes sfavorevoli (es. infarto miocardico o morte), sebbene gli
studi di questo tipo siano stati condotti soprattutto in pazienti coronaropatici(15)
.
Come
tutti gli alogenati inalatori ed i farmaci anestetici endovenosi, il desflurane
ha unazione depressiva sulla respirazione e sulla circolazione. (16)
Come di routine lutilizzo di concentrazioni di ossigeno pari al 30-50%
solitamente fornisce unampia riserva nel paziente intubato, sotto controllo
neuromuscolare adeguato e monitoraggio della saturazione di O2.
Le
protesi respiratorie ed i tubi endotracheali possono essere ben tollerati anche
con un piano di anestesia leggero (inferiori al MAC)(5) . Livelli di
anestesia superiori riducono il tono muscolare a tal punto da permettere lintubazione
endotracheale senza lutilizzo di miorilassanti(17).
Al
pari degli altri anestetici inalatori potenti e la maggior parte dei farmaci
endovenosi utilizzati per linduzione, il desflurane riduce la pressione
arteriosa in maniera dose dipendente(18). Questa riduzione (insieme
alla depressione miocardica) riduce il consumo miocardico di ossigeno con
effetti positivi in pazienti sofferenti di ischemia cardiaca. Comunque ciò può
presentare anche dei lati negativi, perché può condurre a una riduzione della
pressione di perfusione con conseguente ipoperfusione miocardica(17,19).
Quando
la concentrazione di desflurane supera il MAC, la frequenza cardiaca aumenta in
modo dose dipendente. (19) Pertanto un aumento di frequenza cardiaca
non indica necessariamente un piano di anestesia superficiale. In questo caso
una riduzione di dosaggio di desflurane può ridurre la frequenza cardiaca(20,21).
Dopo
la fase dinduzione con desflurane è necessaria una riduzione della
concentrazione inspiratoria per evitare unulteriore approfondimento
dellanestesia. Comunque, la necessità di riduzione è inferiore per il
desflurane rispetto agli altri alogenati. La bassa solubilità ed il rapido
avvicinamento della concentrazione alveolare a quella inspirata (es. FA/FI
vicino a 1) implicano che la concentrazione alveolare aumenta poco dopo che
linduzione è stata completata(11,12).
Il
desflurane può venir utilizzato per mantenere qualsiasi piano di anestesia, con
o senza farmaci adiuvanti. A causa della sua bassa solubilità nel sangue e nei
tessuti, il livello di anestesia può essere titolato con rapidità e
precisione. Il controllo delle risposte emodinamiche allo stimolo chirurgico può
essere ottenuto più prontamente con il desflurane rispetto ad un altro agente
più solubile quale lisoflurano (22). La precisione di tale
controllo viene incrementata dallutilizzo di monitoraggio agente-specifici.
Invece tale necessità è ridotta quando si usa il desflurane per via della sua
bassa solubilità(23). Una volta eliminato lo spazio di aria
pura presente nel circuito di anestesia e nei polmoni, la concentrazione
somministrata con flussi inspiratori di 1, 2 o più litri per minuto eguaglia e
mantiene le concentrazioni alveolari. Dal valore della concentrazione indicata
dal vaporizzatore si possono conoscere direttamente le concentrazioni alveolari
e cerebrali (24-25).
La
capacità di controllo del piano di anestesia ottenibile con il desflurane è in
contrasto con il minor controllo ottenibile con altri alogenati e quindi con necessità di monitors
agente-specifici (26)
La
concentrazione di desflurane richiesta per mantenere un livello adeguato di
anestesia dipende da fattori familiari alla maggior parte degli anestesisti:
effetti di altri farmaci; fattori legati al paziente; fattori legati allatto
chirurgico. Abbiamo già trattato limpatto con altri farmaci , tra cui
leffetto delluso del protossido dazoto. Laggiunta di questo gas
riduce le richieste di desflurane soprattutto nei pazienti in età avanzata(27).
Molti altri farmaci quali gli oppiacei e le benzodiazepine riducono le richieste
di desflurane (8,28). Le condizioni del paziente possono influire in
vario modo. Il paziente con funzione cardiovascolare compromessa può mal
tollerare le concentrazioni di desflurane comunemente usate. I pazienti più
giovani richiedono concentrazioni più alte rispetto agli anziani. (27)
. Lipotermia riduce le richieste di desflurane (23,27).
La
flessibilità conferitagli dalle proprietà farmacocinetiche, rende il
desflurane indispensabile per la gestione anestesiologica del paziente anziano.
Lanestesia può essere raggiunta e lagente può venir eliminato con
rapidità e sicurezza indipendentemente dal metabolismo. La sua veloce
eliminazione può far sì che i riflessi delle vie aeree vengano ristabiliti
rapidamente. Utilizzando il desflurane si può somministrare ossigeno al 100%,
mantenendo così unossigenazione adeguata nei pazienti anziani portatori di
enfisema(29). Il desflurane non aumenta lincidenza di aritmie (18)
.
La
richiesta di particolari concentrazioni di desflurane in risposta a determinate
situazioni chirurgiche può essere conseguita con sicurezza(19).
Bisogna tener in conto il transitorio (1-4 minuti) aumento di frequenza cardiaca
e della pressione arteriosa che alcune volte si associa allaumento di
concentrazione di desflurane(14-19). (fig. 12.1)
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Figura
12.1 Il tempo di
recupero dallanestesia sembra essere una funzione lineare della
solubilità per tutti i livelli di esposizione ad una data concentrazione
di anestetico(19). La pendenza della curva tempo di
recupero/solubilità dellanestetico, aumenta con laumentare della
concentrazione. I valori del coefficiente di ripartizione 0.42 sono per il
desflurane, a 0.69 per il sevoflurane, a 1.4 per lisoflurane ed a 2.55
per lalotano. Adattata. |
La
profondità dellanestesia può venir monitorizzata osservando le varie
risposte alle concentrazioni somministrate. Con lapprofondirsi
dellanestesia la frequenza respiratoria tende ad aumentare, mentre il volume
Tidal diminuisce (16) . Basse concentrazioni di desflurane (es.
inferiori al 6%) hanno scarsi effetti sulla frequenza cardiaca, ma alte
concentrazioni le aumentano in maniera dose dipendente(21,22).
Così
una tachicardia può essere segno di un piano di anestesia profondo piuttosto
che leggero. La pressione arteriosa sistemica si riduce progressivamente con
laumento della concentrazione di desflurane e può essere un valido indice
della profondità del piano di anestesia. (25,26) I dati
elettroencefalografici sono in stretta relazione con le concentrazioni di
desflurane e possono servire come un utile indicatore della profondità. (26)
Il
monitoraggio dellindice biospettrale (BIS) elabora lEEG e generata valori
da 0 a 100, relazionati con lo stato di incoscienza(30). Zero indica
nessuna attività e 100 significa stato di veglia. Sotto il valore di 60 il
paziente non ha coscienza ne memoria della procedura. Al di sopra di 80 il
paziente si considera sveglio. Provvede alla valutazione quantitativa della
profondità dellanestesia ed alla sua titolazione. Esso incrementa le
possibilità che un paziente sia destinato al fast-tracking(31,32)
(fig. 12.2).
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Figura 12.2 - Monitoraggio con e senza BIS. La percentuale di pazienti con desflurane e monitorizzati con BIS ed idonei per il fast-traking fu maggiore(32). |
La
bassa solubilità del desflurane si traduce in un più veloce e completo
risveglio rispetto a quello raggiungibile dopo livelli sovrapponibili e durate
anestesia con altri potenti inalatori. Neanche la durata inficia il recupero del
paziente (42) (fig. 12.3). Anche gli studi di confronto con
anestetici endovenosi indicano che il risveglio dallanestesia con desflurane
è simile o più rapido. Questa proprietà costituisce un vantaggio per la
riduzione dei tempi di permanenza nella sala di risveglio. Questi pazienti si
svegliano prima e più lucidamente rispetto a quelli sottoposti ad
anestesia con isoflurano e sevoflurane (33). Vista la rapida
eliminazione, piani di anestesia abbastanza profondi possono essere mantenuti
fino alla fine dellintervento, senza necessità di prevedere anticipatamente
lesatta fine dellintervento, a volte imprevedibile. Ciò senza
preoccupazione che il risveglio sia ritardato. Lanestesista che sceglie di
sostituire il protossido dazoto con il desflurane deve ricordarsi che il
primo ha scarso effetto sulla pressione arteriosa, sul rilasciamento muscolare o
sulla depressione dellattività elettrica corticale.
(34)
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Figura
12.3
Recupero della funzione cognitiva secondo la durata dellanestesia
(42) |
La
rapida eliminazione può migliorare la sicurezza del desflurane in diversi modi:
1.
diminuisce la disponibilità dellagente per i processi metabolici e
quindi riduce il rischio di tossicità da biodegradazione(35).
2.
il desflurane potenzia lazione dei miorilassanti;
la sua rapida eliminazione diminuisce questo effetto, aumentando così il
grado di ripresa dalla paralisi e/o riducendo il rischio di insufficienza
respiratoria secondaria ad inadeguata decurarizzazione ed a code
anestetiche(36,37)
3.
singolarmente é descritto che il desflurane possiede proprietà
analgesiche a concentrazioni subanestetiche. Studi di Ghoury ed al. dimostrano
che i punteggi del VAS (analogo visivo del dolore) tornano verso i valori
preoperatori più rapidamente dopo anestesia con desflurane piuttosto che con
isoflurane, supportando lipotesi che un più rapido passaggio attraverso
basse concentrazioni fino ad una completa eliminazione si estrinseca in una
minore percezione del dolore(38).
4.
il
brivido durante il risveglio dallanestesia possono rappresentare movimenti
tonico-clonici secondari a fenomeni di disinibizione dei riflessi spinali dopo
lesaurimento dellanestesia. La rapida eliminazione del desflurane dovrebbe
ridurre la durata di tale fenomeno, riducendo il rischio di deiscenza delle
ferite, dincremento del consumo metabolico e di altri potenziali effetti
nocivi.(39)
Chirurgia
pediatrica
Bambini
di età compresa tra 2 settimane e 12 anni, ASA I o II, furono sottoposti al
mantenimento dellanestesia con desflurane, a dosi età-dipendente (9,10).
In confronto con lalotano si osservò uguale modificazione della pressione
arteriosa ed aumento di 10 battiti/min della frequenza cardiaca. Loutcome
postoperatorio fu sovrapponibile(13,27).
In
uno studio multicentrico pazienti di età tra 57-91, ASA
II o III, premedicati con fentanyl 2
µg/kg) furono sottoposti ad anestesia con deflurane a MAC 0.5-7.7%
(media 3.6%) e 50-60% di N2O. La frequenza cardiaca e la
pressione arteriosa si mantenenro entro il 20% dei valori basali; presentò
ipotensione(43,44)
.
Chirurgia
ambulatoriale
Il
desflurane possiede il più basso coefficiente di ripartizione tessuti/sangue di
tutti gli alogenati. Risponde bene alle esigenze della chirurgia ambulatoriale
che impone eterogenee richieste e necessità differenti rispetto alla chirurgia
in regime di ricovero. La bassa solubilità nel sangue e nei tessuti viene
incontro alle istanze del paziente che si aspetta un rapido recupero
dallanestesia con minimi effetti collaterali(45,46).
Da solo è in grado di produrre una miorisoluzione profonda e di potenziare
lazione dei miorilassanti(36). Diminuendo la necessità di
miorilassanti, ci sarà minor preoccupazione riguardo ad una paralisi residua
dopo lintervento(36,46). Infatti la chirurgia ambulatoriale può
richiedere una miorisoluzione profonda per un breve periodo di tempo (es.
laparascopia, endoscopia, alcuni interventi ortopedici)(47). Nella
figura 12.4
viene riportato uno studio comparativo che indica che i tempi di emergenza,
estubazione e completo orientamento furono più rapidi con il desflurane.
A
5, 10 e 15 minuti dopo linterruzione dellerogazione del desflurane il 90%
dei pazienti fu giudicato idoneo per il fast-track rispetto al 75% del gruppo
sevoflurane(48). Similmente lemergenza e lestubazione furono più
rapide con il desflurane nonostante la maggior durata dellanestesia(50) (fig.
12.5).
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Figura 12.4 - Valutazione comparativa del tempo richiesto per la dimissione dalla sala di risveglio(48).
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Figura 12.5 Tempi di emergenza ed estubazione (50). |
La
riduzione o labolizione di nausea e vomito è un importante caratteristica di
un anestetico usato per la chirurgia ambulatoriale. Il desflurane non richiede
la concomitante somministrazione di protossido dazoto, proprietà importante,
perché questultimo può aumentare lincidenza di nausea e vomito.
(51) (Fig. 12.6).
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Figura 12.6 Incidenza di nausea e vomito postoperatorio (40,41) |
In
questo ambito gli effetti del propofol e desflurane possano essere
complementari. Il propofol fornisce uninduzione semplice, che non compromette
il risveglio, ed inoltre può migliorare le fasi di recupero, possedendo un
effetto antiemetico. Lutilizzo del propofol
come agente induttore e la miscela desflurane-ossigeno per il mantenimento,
causano un minor numero di episodi di nausea e vomito postoperatori, rispetto
alla miscela contenete anche protossido dazoto. Fortunatamente, siccome il
desflurane ed il protossido dazoto possiedono una farmacocinetica simile, la
sostituzione del protossido di azoto con desflurane non prolunga i tempi di
risveglio(51) .
Per
evitare lirritabilità delle vie aeree è previsto lutilizzo per
linduzione di un agente come il propofol(52).
La
potenziale attività depressiva cardiocircolatoria viene controllata con
unadeguata modificazione dei piani di anestesia. Come lisofluorano, il
desflurane possiede un margine di sicurezza maggiore rispetto agli altri
alogenati anche in respirazione spontanea con maschera laringea(53)
Dal
momento che il desflurane fornisce una modesta analgesia postoperatoria, può
necessitare di precoce terapia del dolore postoperatorio(54)
.
Chirurgia
odontoiatrica
Le
considerazioni sulluso del desflurane sono sovrapponibili a quelle sulla
chirurgia ambulatoriale(55).
Chirurgia
oculistica
Alcuni
farmaci anestetici provocano aumento della pressione intraoculare. Solitamente
una riduzione della pressione intraoculare consente di portare a termine
lintervento più facilmente. Un altro problema è rappresentato
dallapertura dellocchio. Qualora un colpo di tosse causasse una
fuoriuscita del vitreo, ne risulterebbe cecità di quellocchio. Il protossido
dazoto deve essere assolutamente evitato quando vengono iniettati
nellocchio aria o esafluoruro di zolfo per alcuni interventi
sulla retina. Il desflurane può essere usato senza protossido dazoto(56,57)
.
Chirurgia
otorinolaringoiatrica
Nella
chirurgia delle prime vie aeree lanestesista ed il chirurgo competono per lo
stesso sito dintervento ed entrambi possono stimolarlo, provocando aritmie o
riflessi respiratori. Gli interventi sullorecchio medio possono richiedere la
sospensione della somministrazione del protossido dazoto.
Il
desflurano può essere utile in chirurgia otorinolaringoiatrica perché sopprime
i riflessi delle vie aeree e non predispone il miocardio alle aritmie. Inoltre
può venir utilizzato senza protossido dazoto, evitando i rischi di raccolta
nellorecchio medio, con formazione di emotimpano e disarticolazione dei
sostegni della staffa(56) .
Chirurgia
delle vie aeree e polmonare
Gli
effetti depressori del desflurane possono venir impiegati in maniera vantaggiosa
nella gestione anestesiologica degli interventi sulle vie aeree o sui polmoni.
Il desflurane attenua le risposte respiratorie associate alla stimolazione delle
vie aeree (es. tosse). La potenza del desflurane inoltre permette la
somministrazione di alte concentrazioni di ossigeno, permettendo così il suo
uso in pazienti con funzionalità polmonare limitata, tra cui quelli che
richiedono il collassamento di un polmone. Gli interventi che richiedono
miorisoluzione possono essere condotti sia con il desflurane da solo che in
associazione a miorilassanti. I livelli più profondi forniscono un
rilasciamento sufficiente per qualsiasi intervento, ma questi piani di anestesia
sono associati ad ipotensione e/o tachicardia. Fortunatamente, il desflurane
potenzia leffetto dei miorilassanti non depolarizzati in modo dose dipendente
(36). Pertanto la miorisoluzione può essere gestita variando in modo
inversamente proporzionale i quantitativi di deflurane o di miorilassante
somministrati. Uno dei vantaggi di affidarsi al desflurane per ottenere un parte
significativa del rilasciamento consiste nel fatto che la sua eliminazione
annulla anche il suo potenziamento della paralisi al termine dellanestesia.
Chirurgia
intratoracica
Lentrata
nel cavo toracico altera la ventilazione e produce squilibri del rapporto
ventilazione/perfusione. Un polmone può essere collassato per permettere al
chirurgo di operare in maniera ottimale. Inoltre la patologia per cui viene
praticato lintervento può aumentare i problemi di scambio gassoso,
particolarmente quelli di adeguata ossigenazione. E richiesta miorisoluzione
ed abolizione dei riflessi delle vie aeree. Nel postoperatorio si rende anche
necessario un rapido ritorno della funzionalità dei sistemi respiratorio e
nervoso centrale per garantire la ventilazione ottimale.
Lalta
potenza del desflurane permette luso di ossigeno al 90-95% per aumentare
lossigenazione. Le sue proprietà miorisolutrici consentono di ovviare alla
necessità di utilizzo di miorilassanti endovenosi, e così di eliminare la
possibilità di paralisi residua postoperatoria. La depressione respiratoria
prodotta è un vantaggio in questo caso perché deprime anche i riflessi delle
vie aeree(58). La sua bassa solubilità assicura una rapida ripresa
del sistema nervoso centrale e della funzione muscolare. La rapida eliminazione
implica che non può fornire
unanalgesia postoperatoria apprezzabile(59).
Cardiochirurgia
Le
esigenze della chirurgia a cuore aperto sono sovrapponibili a quelle della
chirurgia intratoracica. Inoltre il flusso ematico miocardico può essere
compromesso aumentando le possibilità di insorgenza di aritmie ed ischemia. Il
controllo della pressione arteriosa è importante in tutte le fasi del bypass
cardiopolmonare.
Questi
pazienti si beneficiano della riduzione del lavoro miocardico prodotta dal
desflurane. Infatti esso riduce la
contrattilità miocardica ed il postcarico, entrambi fattori che riducono il
consumo miocardico di ossigeno. Il desflurane non aumenta lirritabiltà
cardiaca. La sua capacità di dilatare i vasi periferici è utile nel controllo
della pressione arteriosa. Il desflurane deve essere adoperato con prudenza nei
pazienti con gittata cardiaca fissa (es. stenosi aortica significativa), perchè
la vasodilatazione indotta dal suo uso può abbassare la pressione arteriosa (60).
Di
interesse lipotesi che lisoflurane può causare furto coronarico in
pazienti portatori di gravi coronaropatie con rischio di ischemia miocardica.
Invece é dimostrano che il desflurane non è associato a fenomeni di furto
coronario(61) .
In uno studio multicentrico, pazienti sottoposti a bypass
coronarico ed aneurisma aortico ricevettero anestesia con desflurane
supplementata con oppioidi. La titolazione dei anestetici riuscì a controllare
la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca. Il farmaco cardiovascolare
maggiormente usato fu lesmololo. Usando fentanyl allinduzione ed al
mantenimento diminuí lincidenza di ischemia miocardia(62).
Chirurgia
dellalto addome
La
chirurgia dellalto addome richiede un adeguato livello di miorisoluzione per
fornire opportuna esposizione del campo chirurgico. Inoltre può danneggiare il
fegato riducendo il flusso ematico epatico e quindi lossigenazione epatica.
Il flusso ematico epatico, soprattutto il flusso dellarteria epatica, si
mantiene a buoni livelli. La capacità del desflurane di fornire miorisoluzione
da solo o in associazione a piccole dosi di miorilassanti lo rende un agente
valido per la chirurgia sullalto addome.
Lespansione
dei gas intestinali (come accade con il protossido dazoto) può alterare
laccesso chirurgico, può rendere difficoltosa la chiusura della parte
addominale e compromettere ladeguatezza della ventilazione postoperatoria. La
potenza del desflurane permette la sua somministrazione insieme ad ossigeno al
100%, combinazione utile per preservare lossigenazione epatica e per evitare
la sovradistensione dei visceri intestinali(63).
Chirurgia
vascolare
La
chirurgia dellaorta addominale (es. aneurismi od ostruzioni) richiede
solitamente il clamping di questo vaso vitale, atto che può aumentare in modo
marcato la pressione arteriosa. Il clamp al di sopra del tronco celiaco riduce
il flusso ematico viscerale e midollare. La rimozione del clamp può comportare
unipotensione importante.
La
capacità del desflurane di produrre vasodilatazione indotta dai dosaggi più
elevati può venire sfruttata rapidamente per controllare lipertensione
prodotta dal clampaggio aortico .
Subito
prima del declampaggio, la riduzione di concentrazione di desflurane, agisce
rapidamente nel prevenire la conseguente ipotensione(63).
Lendoarteriectomia
carotidea può causare danni al cervello per il ridotto apporto di ossigeno che
si verifica durante il clampaggio dellarteria. Il desflurane può presentare
dei vantaggi in corso di questo intervento riducendo il metabolismo cerebrale.
(64) In più, sebbene il desflurane possieda effetti
sullelettroencefalogramma, il suo utilizzo non preclude la possibilità di
applicarlo come strumento di monitoraggio di un eventuale ischemia cerebrale
legata alla temporanea occlusione dellarteria carotidea interna.
Neurochirurgia
Ledema
cerebrale può causare gravi danni per la compromissione della perfusione
cerebrale e perchè altera la via di accesso chirurgico. La valutazione della
funzione nervosa o il risultato dellintervento richiedono un rapido risveglio(65).
Il
desflurane può essere utile in neurochirurgia perchè le concentrazioni
solitamente usate in clinica causano solo un modico aumento del flusso ematico
cerebrale e della pressione intracranica similmente allisoflurane .
Il desflurane può venir utilizzato per provocare ipotensione controllata ai fini di ridurre la pressione allinterno di aneurismi intracranici, in modo da facilitarne il clipping. Lassociazione desflurane ed ossigeno al 100% fornisce unossigenazione cerebrale adeguata durante i periodi di ipotensione. Inoltre non possiede attività epilettogena(66). La sua rapida eliminazione consente risvegli precoci.
In
pazienti opearandi di neoplasia cranica non si sono apprezzate modifiche nella
pressione del liquido cefalorachideo usando desflurane a 0.5 MAC in N2O
50% o a 0.8 MAC desflurane/O2. Prima della decompressione cranica si
mantiene una concentrazione di desflurane a 0.8 MAC ed iperventilazione(67,68)
.
Lipocapnia
(PaCO2 da 27 a 35 mm Hg) ed il desflurane/O2 a 1 e 1.5 MAC
mantengono il flusso cerebrale durante la craniotomia. La risposta del flusso
sanguigno cerebrale allaumento dalla PaCO2 da 27 a 35 mmHg fu
mantenuta anche a 1.25 MAC(69) .
Chirurgia
ortopedica
Il
desflurane produce da solo un adeguato rilasciamento muscolare tale da poter
essere impiegato per la riduzione di fratture o lussazioni(70).
Le notevoli perdite ematiche in corso di artroprotesi totale danca possono essere minimizzate dallipotensione controllata indotta con il solo desflurane (71,72).
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