Il desflurane nella moderna anestesia inalatoria

Aniello De Nicola & Maria José Sucre


2 - Proprietà fisico-chimiche

 

Il desflurane appartiene al gruppo dei metiletileteri alogenati che quando vengono somministrati per inalazione, producono effetti reversibili, dose-dipendenti, quali perdita di conoscenza, soppressione della sensibilità dolorifica, abolizione dell'attività motoria volontaria e riduzione dei riflessi autonomi. Della stessa famiglia fanno parte l'enflurane ed il suo isomero strutturale, l'isoflurane, alogenati sia con cloro che con fluoro; il desflurane è alogenato unicamente con fluoro. Infatti la sua formula si differenzia da quella dell’isoflurane solo per la sostituzione con un atomo di fluoro dell’atomo di cloro presente nel carbonio a-etilico (fig.1) (1).

 

Figura 2.1 - Fluorurazione del carbonio a-etilico

 

L’addensamento elettronico intorno al legame etereo, che l'ulteriore fluorurazione del carbonio a-etilico comporta, stabilizza la molecola del desflurane e ne riduce la reattività chimica e fisico-chimica. Tale sostituzione è alla base di molte delle peculiarità del desflurane. La riduzione del peso molecolare conferisce al desflurane un aumento di volatilità maggiore di ogni altro vapore anestetico inalatorio(2).

Inoltre la pressione di vapore a 20 °C è di 669 mmHg ed il punto di ebollizione a pressione atmosferica è di 22,8 °C: caratteristiche che richiedono uno specifico vaporizzatone, pressurizzato e riscaldato.

I limiti d’infiammabilità sono stati determinati dalla Hazards Research Corporation, Rockaway, NJ:  il desflurane viene considerato non infiammabile.

Proprietà

Desflurane

Protossido

Isoflurane

Enflurane

Sevoflurane

Formula

CF2H-O-CFH-CF3

N2O

CF2H-O-CClH-CF3

CF2H-O-CF2CClFH

(CF3)2CHF-0-CH2F

Peso molecolare

168

44

184.5

184.5

200

Gravità specifica a 20°C

1.465

-

1.502

1.523

 

Punto di ebollizione °C

22.8

-

48.5

56.5

58.5

Pressione di vapore (mmHg)

 

 

 

 

 

a 18 °C

612

-

219

156

-

a 20 °C

669

-

240

172

160

a 22 °C

731

-

262

189

-

a 24 °C

798

-

286

207

-

a 26 °C

869

-

312

226

-

Odore

etereo

Dolce

etereo

etereo

Etereo

Conservanti

No

No

No

no

No

Stabilità in calce sodata

 

 

 

 

 

a 40 °C

Stabile

-

Stabile

-

Discretamente instabile

a 60 °C

Stabile

-

Stabile

-

Instabile

a 80 °C

lievemente instabile

-

Instabile

-

Instabile

Tabella 2.1 Proprietà degli anestetici inalatori - Modificata da Yasuda et al. 1991 e Grundmann et al, 1992

 

Stabilità negli assorbitori di CO2

Il desflurane è stabile nella calce sodata fresca con 15% d’acqua, anche aumentando la temperatura (2,3). La stabilità relativa del desflurane è stata determinata ponendo desflurane, isoflurane, alotano e sevoflurane in un flacone sigillato da 581 ml contenente 100g di calce sodata fresca e valutandone la stabilità a 40°, 60° e 80 °C. Non si sono individuate decomposizioni significative del desflurane sia a 40° che a 60 °C, ed una piccola parte di degradazione (0.45 ± 0.26 % per ora [media ± SD]) a 80 °C(2-5). Al contrario il sevoflurane, l’alotano e l’isoflurane vengono degradati a tutte e tre le temperature. A 40°C la quota di isoflurane ed alotano che si degrada non è molta, ed è poco di più a 60°C. Il livello di decomposizione del sevoflurane è invece considerevole a tutte le temperature. La percentuale di decomposizione per ora a 80°C è del 92.2±5.2% per il sevoflurane, del 16.0±1.6% per l’alotano e del 13.1±3.7% per l’isoflurane. Temperature pari a 40 e 60 °C sono simili a quelle riportate nella calce sodata durante anestesia in circuito chiuso (6,7).

Le considerazioni fatte con la calce sodata non sono risultate qualitativamente differenti da quelle ottenute con Baralyme® (assorbitore di CO2), anche se la percentuale di decomposizione è risultata maggiore. Infatti la percentuale di decomposizione per ora a 80°C è del 99.999±0.001% per il sevoflurane, del 28.7 ± 04% per l’alotano, del 10.3±0.7% per l’isoflurane e del 1.6 ± 0.2% per il desflurane.

La degradazione degli anestetici ad opera degli assorbitori della CO2 comporta la produzione di sottoprodotti tossici (7). Per esempio, la calce sodata decompone l’alotano in CF2=CClBr, un composto che ha una LC50 (concentrazione letale sul 50% degli animali) di circa 250 ppm. La concentrazione di questo composto, può raggiungere le 4-5 ppm in circuito chiuso (8,9). Il sevoflurane si degrada a CH2F-O-C=CF2-(CF3) (chiamato Composto A) che ha una LC50 di 400 ppm (8,10). In circuito a basso flusso (775 ml/min di flusso fresco) la concentrazione del Composto A si attesta su circa 8 ppm se si usa calce sodata e su circa 20 ppm se si usa Baralyme® (11). Ciò ha indotto la FDA a limitare l’uso del sevoflurane in alcune condizioni d’uso (12). Sono stati osservati occasionali valori di picco fino a 61 ppm. Eger ha discusso le problematiche associate a tali concentrazioni (13).

Gli studi già considerati hanno valutato la stabilità del desflurane in calce sodata fresca, così come si trova normalmente, con una percentuale di acqua pari al 15% in peso. Tuttavia la calce sodata può disidratarsi con alti flussi di gas secco, come accade nella pratica clinica. La calce sodata disidratata è in grado di assorbire grossi quantitativi di anestetici volatili (14). L’eventualità di degradazione del desflurane ad opera della calce sodata disidratata è stata valutata ed i risultati sono stati comparati con quelli ottenuti con l’isoflurane (15). Il metodo utilizzato è lo stesso precedentemente descritto per la calce sodata fresca. A differenza di quest’ultima, la forma disidratata è stata in grado di degradare sia l’isoflurane che il desflurane a tutte le temperature testate (0°, 20°, 40° e 60°C). Le quote di degradazione sono maggiori di alcune volte rispetto alla calce sodata fresca. La degradazione aumenta con l’aumentare della temperatura ed il suo valore percentuale è inversamente proporzionale alla concentrazione di anestetico presente all’inizio nel flacone (15). Il desflurane risulta spiccatamente resistente alla degradazione da parte della calce sodata per cui se ne possono sfruttare appieno i vantaggi farmacocinetici in circuito chiuso o a bassi flussi.

Questa capacità d’assorbimento della calce sodata si riduce drasticamente con l’aggiunta di acqua, suggerendo il fatto che essa entri in competizione per i siti di assorbimento. Tale capacità si annulla quasi completamente per una concentrazione acquosa pari al 6% (15). Dal momento che la calce sodata disidratata può assorbire un quantitativo considerevole di desflurane o di altri alogenati, il suo utilizzo può ritardare il raggiungimento di concentrazioni anestetiche all’induzione.

La capacità di assorbimento di anestetico della calce sodata, anche per quanto riguarda il desflurane, va incontro a saturazione, per pressioni parziali di anestetico inferiori all’1% di atmosfera. Quando si supera tale capacità di assorbimento, la successiva aggiunta di anestetico aumenta considerevolmente la pressione parziale dell’anestetico. Allora l’assorbimento segue la legge di Henry, potendosi, così, definire un coefficiente di ripartizione calce sodata/gas. per la calce sodata disidratata, tale coefficiente è pari a 20 per desflurane ed isoflurane, a 20° C (1,16). Per la forma fresca idratata è pari a 1.0 o meno per tutti gli anestetici.

 

Bibliografia

1.     Koblin DD, Laster MJ, Ionescu P, Gong D, Eger EI 2nd, Halsey MJ, Hudlicky T. Polyhalogenated methyl ethyl ethers: solubilities and anesthetic properties. Anesth Analg 1999;88(5):1161-7

2.     Laster MJ, Fang Z, Eger EI II. Specific gravities of desflurane, enflurane, halothane, isoflurane ans sevoflurane. Anesth Analg 1994;78:1152-1153

3.     Strum DP, Eger EI II. The degradation, absorption, and solubility of volatile anaesthetics in soda lime depend on water content. Anesth Analg 1994;78:340-348.

4.     Grundmann U; Risch A; Kleinschmidt S; Klatt R; Larsen R. Desflurane animal and human pharmacology: aspects of kinetics, safety, and MAC. Anesth Analg 1992;82(2):S3-7

5.     Rietbrock S, Wissing H, Kuhn I, Fuhr U. Pharmacokinetics of inhaled anaesthetics in a clinical setting: description of a novel method based on routine monitoring data. Br J Anaesth 2000;84(4):437-42

6.     Rodgers RC, Hill GE. Equations for vapour pressure vs temperature: derivation and use of the Antoine equation on a hand-held programmable calculator. Br J Anaesth 1978:50: 415-424.

7.     Liu J, Laster MJ, Eger EI II, Taheri S. Absorption and degradation of sevoflurane and isoflurane n a conventional anesthetic circuit. Anesth Analg 1991;72:785-789

8.     Tanifuji Y, Takagi K, Kobayashi K, Yasuda N, Eger EI II. The interaction between sevoflurane and soda lime or Baralyme®  Anesth Analg 1989;68:S285.

9.     Yasuda N; Lockhart SH; Eger EI 2d; Weiskopf RB; Johnson BH; Freire BA; Fassoulaki A Kinetics of desflurane, isoflurane, and halothane in humans. Anesthesiology 1991;77(3):489-98

10.    Morio M, Fujii K, Satoh N, et al. Reaction of sevoflurane and its degradation products with soda lime: toxicity of the by-products Anesthesiology 1992; 77:1155-1164.

11.    Frink EJ Jr, Malan TP, Morgan SE, Brown EA, Malcomson M, Crown BR Jr. Quantification of the degradation products of sevoflurane in two CO2 absorbants during low-flow ancesthesia in surgical patients. Anesthesiology 1992;77:1064-1069.

12.    FDA. Drug labelling changes approved for Ultane (sevoflurane), August 1998.

13.    Eger EI 2nd; Gong D; Koblin DD; Bowland T; Ionescu P; Laster MJ; Weiskopf RB The effect of anesthetic duration on kinetic and recovery characteristics of desflurane versus sevoflurane, and on the kinetic characteristics of compound A, in volunteers. Anesth Analg 1998;77(3):414-21

14.    Eriksson H; Korttila K. Rehydration of desiccated Baralyme prevents carbon monoxide formation from desflurane in an anesthesia machine. Anesthesiology 1997;82(3):1061-5

15.    Wissing H; Kuhn I; Dudziak R. Heat production from reaction of inhalation anesthetics with dry soda lime. Anaesthesist 1997;86(6):1064-70

16.    Stabernack CR, Brown R, Laster MJ, Dudziak R, Eger EI 2nd. Absorbents differ enormously in their capacity to produce compound A and carbon monoxide. Anesth Analg 2000;90(6):1428-35

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Aggiornato il: 19-06-01